Update #95
2026-7-18
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🚨Riforma farmaceutica: stretta sulle catene, più aderenza e tutele per le aree interne
La Commissione Sanità al Senato ha approvato emendamenti chiave all’articolo 3 del disegno di legge delega sulla riforma farmaceutica, delineando un nuovo assetto per il settore. Tra le novità spicca il criterio direttivo per rivedere e abbassare i tetti alla concentrazione delle proprietà delle farmacie in mano alle società di capitali, volto a frenare l’espansione delle grandi catene. Il testo punta a rafforzare l’interoperabilità dei dati sanitari (FSE ed Ecosistema dei Dati Sanitari) per monitorare gli esiti delle cure, mettere al centro l’aderenza terapeutica e introdurre nuovi strumenti per valorizzare e sostenere le farmacie delle aree interne, come riportato qui.
Perché è rilevante per il farmacista
Questo intervento legislativo rappresenta uno scudo protettivo per il modello della farmacia indipendente e di prossimità. L’impegno a ridurre la quota massima di controllo delle società di capitali contrasta la progressiva monopolizzazione del mercato da parte dei grandi gruppi. Per i titolari, in particolare quelli operanti nelle aree interne e rurali, la riforma riconosce il valore sociale del presidio, offrendo tutele e strumenti per contrastare la desertificazione sanitaria. Inoltre, la spinta sulla digitalizzazione e sull’aderenza terapeutica sposta il fulcro della professione dal margine sulla scatola alla qualità delle prestazioni certificate, consolidando il ruolo del farmacista all’interno del SSN.
Cosa può fare il farmacista
In pratica, il farmacista deve prepararsi a recitare un ruolo attivo all’interno della nuova cornice tracciata dalla legge delega. Operativamente, occorre strutturare fin da subito protocolli interni dedicati al monitoraggio dell’aderenza terapeutica, focalizzandosi sui pazienti cronici e politeratpici. Il team deve essere formato a utilizzare i sistemi digitali in modo evoluto, sfruttando la maggiore interoperabilità dei dati per la farmacovigilanza e per produrre evidenze a supporto delle decisioni cliniche. I titolari delle farmacie rurali e periferiche devono cogliere questa opportunità per candidarsi come hub di servizi avanzati sul territorio, integrandosi strettamente con la programmazione sanitaria locale.
🥇 Dr. Max diventa il primo gruppo in Europa: superata la quota di 3.300 farmacie proprie
Dr. Max ha conquistato ufficialmente il primato come prima catena di farmacie in Europa per numero di punti vendita diretti, superando la soglia delle 3.300 strutture di proprietà. Questo traguardo storico è stato raggiunto grazie a una strategia di espansione accelerata che ha visto il gruppo consolidare la propria presenza non solo nei mercati storici dell’Est Europa, ma anche in contesti altamente competitivi come l’Italia. L’ascesa del colosso ceco ridisegna gli equilibri della distribuzione al dettaglio europea, dimostrando l’efficacia di un modello di business centralizzato e fortemente orientato all’integrazione tra retail fisico e piattaforme digitali, come analizzato qui.
Perché è rilevante per il farmacista
Il primato europeo di Dr. Max sancisce la definitiva maturità del modello delle catene societarie a scapito della frammentazione e dell’isolamento dei singoli punti vendita. Per il farmacista titolare indipendente, la presenza di un competitor di queste dimensioni sul territorio nazionale non è più un’ipotesi futura, ma una realtà operativa con cui fare i conti ogni giorno. Le dimensioni del gruppo si traducono in un potere d’acquisto e in capacità di marketing centralizzate capaci di schiacciare la marginalità dei canali tradizionali. Ignorare questo consolidamento significa esporsi a una perdita costante di attrattività, sia nei confronti dei clienti, attirati da politiche di prezzo aggressive e layout moderni, sia dei collaboratori migliori, attratti da percorsi di carriera strutturati.
Cosa può fare il farmacista
In pratica, il farmacista indipendente deve abbandonare logiche di gestione puramente locali e adottare strategie di differenziazione radicale. Operativamente, occorre mappare i servizi ad alto valore relazionale — come la galenica magistrale avanzata o i percorsi di screening ultra-specialistici — dove la standardizzazione della grande catena fa più fatica a competere. È fondamentale ottimizzare la gestione del magazzino e la redditività dello scontrino medio aderendo a network virtuali o cooperative d’acquisto evolute, le uniche in grado di garantire condizioni commerciali competitive con l’industria. Il titolare deve infine investire sul valore del proprio marchio territoriale e sulla formazione continua del team, trasformando il contatto umano e la fiducia personale nel vero scudo difensivo contro l’avanzata del capitale.
💭 Chiamiamola eleganza, ma è un’omissione: la trasparenza oltre la forma
La riflessione proposta da Francesco Zanetti mette in luce un cortocircuito comunicativo e manageriale frequente: la tendenza a mascherare sotto la categoria del “garbo”, della “riservatezza” o della pura “eleganza” formale quella che, nei fatti, si rivela essere una vera e propria omissione di informazioni o di posizioni nette. Nel business e nella gestione delle organizzazioni, il silenzio strategico o l’edulcorazione eccessiva dei problemi non rappresentano uno stile signorile, bensì una rinuncia alla trasparenza e alla responsabilità decisionale. La finta eleganza formale rischia di trasformarsi in un velo per nascondere l’assenza di coraggio strategico, allontanando i collaboratori e i partner dalla reale comprensione degli obiettivi e delle criticità aziendali.
Perché è rilevante per il farmacista
Nella gestione della farmacia, l’analisi di Zanetti tocca da vicino due dinamiche cruciali: la leadership interna e il rapporto di fiducia con il paziente al banco. Molti titolari, per evitare il conflitto o per eccesso di prudenza, scelgono la via dell’omissione camuffata da “buon tono”, non affrontando apertamente i cali di performance del team o le inefficienze dei collaboratori. Questo tipo di omissione distrugge il clima aziendale e tollera standard qualitativi mediocri nel servizio. Sul fronte del cliente, la “falsa eleganza” si traduce in un consiglio troppo timido o standardizzato, in cui si preferisce non esporsi o non approfondire una criticità di salute per il timore di risultare invadenti, privando il paziente di una consulenza clinica incisiva, chiara e trasparente.
Cosa può fare il farmacista
In pratica, il farmacista deve convertire la cortesia formale in “onestà intellettuale ed operativa”, sia nella gestione del personale sia nell’atto della vendita. Operativamente, il titolare deve implementare sessioni periodiche di feedback chiaro e diretto con il proprio team, sostituendo i silenzi d’omissione con una comunicazione trasparente su obiettivi e criticità. Al banco, il consiglio non deve essere edulcorato per compiacere il cliente: se un paziente richiede un integratore non adatto o manifesta sintomi che richiedono il consulto medico, il farmacista ha il dovere professionale di essere assertivo, spiegando senza ambiguità i rischi della scelta. Infine, nella comunicazione della propria identità di brand (social, vetrine, marketing), occorre abbandonare i messaggi istituzionali vuoti e formali, puntando su una narrazione autentica delle proprie competenze, dei prezzi e dei servizi offerti.
🏦 Farmacie online: Farmasave acquisisce Verafarma e lancia un canale B2B per i professionisti
La farmacia online Farmasave ha perfezionato l’acquisizione di Verafarma, una mossa strategica volta ad ampliare il proprio bacino di utenti e a consolidare la leadership nel mercato e-commerce della salute. L’operazione non si limita all’espansione nel segmento consumer, ma introduce una novità di rilievo: il lancio di un canale digitale dedicato esclusivamente ai professionisti sanitari. L’obiettivo è intercettare le esigenze di approvvigionamento di medici, infermieri e specialisti attraverso una piattaforma B2B integrata, trasformando l’e-commerce farmaceutico da semplice negozio virtuale per il cittadino a fornitore logistico e consulenziale per l’intera filiera della salute.
Perché è rilevante per il farmacista
L’evoluzione di grandi player digitali verso modelli ibridi B2C e B2B accelera la digitalizzazione della catena di fornitura, erodendo la centralità della farmacia fisica come unico intermediario sul territorio. Per il titolare indipendente, l’ingresso di piattaforme e-commerce nella fornitura diretta ai professionisti sanitari rappresenta una minaccia competitiva concreta. I medici e gli studi specialistici locali possono ora bypassare i canali tradizionali di approvvigionamento per dispositivi, diagnostici e consumabili. Comprendere questa dinamica è cruciale per la farmacia per evitare l’isolamento commerciale e per ripensare la propria offerta di servizi, evitando di perdere il controllo economico sulla clientela professionale del proprio bacino geografico.
Cosa può fare il farmacista
In pratica, il farmacista deve reagire all’avanzata delle piattaforme digitali potenziando i servizi di prossimità e logistica dedicati ai professionisti del territorio. Operativamente, occorre mappare i medici di base, i dentisti e gli studi associati della zona per proporre contratti di fornitura personalizzati e flessibili per il loro fabbisogno quotidiano. È fondamentale sfruttare la rapidità di consegna a chilometro zero e l’assistenza normativa in presenza, asset commerciali che i grandi e-commerce non possono replicare. Il titolare deve inoltre formare il team a gestire ordini complessi e a posizionare la farmacia come consulente tecnico per la scelta dei dispositivi medici, stringendo alleanze strategiche che blindino la clientela professionale locale.
L’angolo del consulente
La fidelity card ha senso o no?
Generalmente sì. E i dati di mercato lo confermano.
Considerando la media delle farmacie italiane che hanno adottato un sistema di fidelizzazione strutturato, l’incremento dello scontrino medio dei clienti fidelity si attesta tra il 30% e il 50% rispetto ai clienti non fidelizzati. Per prudenza consiglio di ragionare sul 30% che è comunque un dato significativo, soprattutto se incrociato con un altro numero rilevante: l’incidenza del fatturato fidelity sul totale, che nella media nazionale oscilla tra il 40% e il 50%.
Con questi due valori si può fare un rapido calcolo, a spanne, ma indicativo, di quanto una fidelity card ben gestita possa impattare sul conto economico della farmacia. Il numero reale, ovviamente, va costruito incrociando questi benchmark con i tuoi dati specifici: ingressi giornalieri, scontrino medio e marginalità libera.
Ma qui arriva il punto vero.
La fidelity card è utile a una condizione: che non venga usata come una semplice raccolta punti.
La raccolta punti è la superficie. Il valore reale sta sotto, e riguarda la capacità di trasformare quella raccolta in un sistema di analisi del comportamento del cliente, chi compra cosa, con che frequenza, in quali cluster di valore si posiziona, quando smette di comprare. Da lì nascono le azioni che fanno davvero la differenza: campagne mirate, riattivazioni, promozioni calibrate sui cluster giusti, upselling costruiti sui dati reali.
Senza questo lavoro sotto la superficie, la fidelity card resta uno strumento passivo utile forse per legare qualche cliente in più, ma incapace di generare il vero salto di valore che i numeri di mercato promettono.
In sintesi: sì, la fidelity card ha senso. Ma il suo valore reale non è nella card. È in quello che ne fai.
Ai Radar
Oltre 200 ricercatori ed economisti esperti di intelligenza artificiale , tra cui 16 premi Nobel , hanno firmato "We Must Act Now" , una dichiarazione organizzata da Stanford che esorta i governi a costruire reti di sicurezza sociale e politiche del lavoro per quella che descrivono come una trasformazione economica paragonabile alla Rivoluzione Industriale. La dichiarazione sostiene che l'IA diventerà "radicalmente più potente" entro 10 anni e che il conseguente cambiamento potrebbe essere il più rapido della storia.
I ricercatori di Google DeepMind hanno introdotto GenCeption , un nuovo approccio che riutilizza un modello di generazione video pre-addestrato come sistema di visione unificato controllato tramite istruzioni testuali. Invece di trattare i modelli video generativi esclusivamente come creatori di contenuti, il metodo sfrutta le loro ricche rappresentazioni interne per eseguire attività di visione generiche, riducendo così la dipendenza da modelli di visione specifici per ogni attività. Collegando paradigmi generativi e discriminativi, GenCeption dimostra che le architetture di generazione video possiedono capacità di comprensione visiva più profonde di quanto si pensasse in precedenza.
OpenAI ha rilasciato GPT-Live , un modello vocale di nuova generazione basato su un'architettura full-duplex che ascolta e parla simultaneamente, gestendo segnali conversazionali naturali come interruzioni e pause. Il modello delega i compiti più complessi a GPT-5.5 per l'elaborazione in background e visualizza schede interattive insieme alle risposte vocali.
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Chi sono?
Mi chiamo Francesco Zanetti, sono un ex farmacista, ora Marketing Strategist nel settore healthcare.
Trasformo i dati delle farmacie in decisioni operative che migliorano vendite e posizionamento e accompagno le aziende nel passaggio da semplici fornitori a veri partner strategici della farmacia, aiutandole a raggiungere risultati concreti attraverso un metodo strutturato (Sistema Zanetti), invece di limitarsi ad aspettarli attraverso l’inazione, in un contesto che storicamente è cresciuto quasi da solo.
Record: founder FarmaEspresso, autore per FarmaMese, autore per Pharmacy Scanner, autore per FarmaciaVirtuale.it, tutor master AI per il Marketing in Talent Garden, membro della giuria ai Cosmofarma Awards.
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